Dalla Brianza più verde alla tavola di tutti i giorni




Il visitatore interessato che è approdato in questo form Cultura ha potuto trovare diverso materiale per il download. Anche abbastanza eterogeneo da incuriosirlo (con qualche probabilità). Alcuni titoli in particolare conducono ad appunti gastronomici, non generici e neppure di ordine generale, ma rivolti a un aspetto molto particolare, ossia quello dell’uso alimentare delle piante spontanee. È bene che egli sappia che tali appunti, necessariamente ridotti ancorché utili, sono frutto di studio e dell’attività di divulgazione condotta tramite il sito www.piantespontaneeincucina.info, sul quale possono essere approfonditi molti temi in materia e possono essere reperite molte informazioni relative all’universo di attività e iniziative che si muove in Italia in questo campo.

Detto questo, aggiungo brevemente che l’attività di raccolta delle piante nei campi e nei boschi che era un tempo parte essenziale per l’alimentazione della società contadina, è oggi invece (quasi ovunque dalle nostre parti) una moda, una “riscoperta” che fa tendenza e alimenta pubblicazioni, corsi e perfino un turismo specifico e in crescita. Affine, e in parte ancora dipendente da quello salutista, quello odierno è un fenomeno relativamente nuovo e più ampio di quello che si può immaginare, che convive tuttavia con residue permanenze del passato. Esse sono più o meno vive e vitali a seconda delle regioni e dei paesi e oltre ad essere ancora in grado di dare significato a una tradizione, alimentano e a volte qualificano la “riscoperta”, ed è il connubio fra passato e presente che suscita in me curiosità e interesse.

Prima ancora influisce però il piacere della tavola. Le piante spontanee sono buone in cucina per tutte le portate, anzi talvolta ottime, oltre naturalmente a poter essere usate per marmellate, sciroppi, liquori, ecc., e allora mi è parso opportuno aggiungere anche su questo sito un qualche mio contributo derivato dalla piccola passione condivisa con mia moglie che, forse complice il passare degli anni, è riemersa da qualche tempo assorbendo a poco a poco gran parte del mio tempo libero.

Il visitatore al momento potrà trovare qui alcuni contributi in versione ridotta e provvisoria nelle pagine e nelle immagini per via dei contatti di edizione in corso. Questo lavoro è riferito come territorio all’area milanese e brianzola in particolare, un altro al Parco della Brughiera Briantea, fra Milano e Como, e un terzo ai Nebrodi, in Sicilia. Le pagine di questi lavori sono confezionate come una piccola guida e sono arricchite di ricette e di utili indicazioni alimentari. L’aspetto botanico è limitato a una descrizione sommaria delle piante mentre viene privilegiato quello culinario. Sostanzialmente trascurati, ancorché utili a conoscersi, sono invece gli utilizzi officinali, medicinali o cosmetici, per i quali in Rete sono disponibili una infinità di siti.

Si tratta di pagine essenzialmente golose, utili a rendere ancora più piacevole una passeggiata in campagna, e non vengono tralasciati consigli, avvertenze, indicazioni utili per la raccolta e il consumo. Sono esclusi gli ortaggi, la frutta da banco e le erbe aromatiche più usate. In qualche caso vengono citate piante semispontanee, che si possono trovare andando in giro perché inselvatichite o che si possono anche coltivare a casa dopo averle acquistate presso un ottimo vivaio, sempre però che abbiano a che fare con un utilizzo gastronomico. Per chi ne avesse necessità, eventuali approfondimenti o parti mancanti nei layout ridotti possono essermi richiesti cliccando i contatti di questo sito e nei limiti del possibile cercherò di accontentare i richiedenti.

Il territorio di riferimento della guida è quello ampio della Brianza, che è luogo che insiste più in certi confini culturali che entro confini geografici esattamente delineati, e in ogni caso non riguarda certo solo il territorio amministrativo della Provincia di Monza e della Brianza ma necessariamente anche la Brianza comasca e quella lecchese. Dal momento che questo pur ampio territorio non è certo un’isola botanica il lavoro può anche essere utilizzato per ambienti simili, a cominciare dal resto delle campagne dell’area pedemontana e di alta pianura dell’intera Lombardia e anche più in là.

Il lavoro può apparire a prima vista simile a quello che riguarda il più limitato territorio del Parco della Brughiera Briantea perché la struttura è la stessa e più o meno le stesse sono le specie proposte, tutte presenti nell’area interessata alla pubblicazione. Sono disponibili tuttavia nuove ricette perché la riduzione del layout è stata operata su parti diverse. L’edizione per la stampa dispone invece di significative modifiche e ampliamenti, sia per quanto riguarda l’inclusione di nuove specie fra quelle con le schede complete (es.: aglio ursino, centocchio comune, farinaccio, ecc. ) che per quanto riguarda nuove piante con scheda ridotta.

Sono segnalate anche in questo lavoro piante quasi infestanti, altre più o meno diffuse e piante che faticherete invece a trovare, perché magari proprio dalle vostre parti non ci sono e dovete cercare un po’ più in là. La grande maggioranza delle specie botaniche indicate nel libro sono comunque presenti ovunque in Italia, magari con qualche sottospecie o varietà, e se siete curiosi e siete arrivati fin qui non faticherete certo a trovare in Rete e prima ancora sul sito www.piantespontaneeincucina.info ciò che cresce spontaneamente dalle vostre parti.

La raccolta di erbe e frutti spontanei non è in verità un punto forte della tradizione gastronomica milanese e brianzola in particolare, anche meno recente, segnando in questo una marcata differenza con le abitudini di molte vallate prealpine e di molte aree della bassa pianura lombarda, dove oggi non mancano perfino le sagre e le rassegne gastronomiche dedicate alle erbe spontanee. Il lavoro intende quindi proporre l’utilizzo in cucina di piante che, presenti sicuramente in area brianzola, sono altrove ancora usate dalla tradizione alimentare e gastronomica. La guida non è però esaustiva e non riporta ovviamente ciò che non si trova in Brianza. Mancano soprattutto quelle piante, anche diffuse, tipiche delle tradizioni gastronomiche lombarde alpine e prealpine (es.: il Buon Enrico o certi frutti di bosco).

La guida non intende seguire una certa “moda” salutista che oggi prolifera né l’altra che vede moltiplicarsi ovunque sagre e feste di un qualche pisello selvatico - insieme a più o meno interessanti e veritiere riscoperte dei “frutti dimenticati” – e molto più semplicemente intende riproporre per schede abitudini recenti o ancora attuali, abbinandovi ricette che possono essere non solo buone ma anche stimolanti per nuove ricerche.

Ancora oggi prati e boschi della Brianza offrono molto a chi sa gustare i sapori della natura più spontanea. Infatti, volendo, potete tranquillamente e per gran parte delle stagioni, abbinare alle salutari passeggiate la piacevole raccolta di erbe e frutti spontanei da utilizzare in cucina (per non parlare di funghi, ai quali qui non si fa cenno), aggiungendo nuovi sapori alla varietà degli alimenti dell’ormai pur ricca cucina quotidiana. L’esercizio che un tempo risultava indispensabile per sopravvivere, oggi può invece rappresentare un modo salutare e interessante, anche se un po’ insolito, di variare ulteriormente la nostra alimentazione. Con la raccolta di erbe e frutti spontanei si può soddisfare il desiderio di sperimentare altri sapori, un piacere sconosciuto solamente a chi mangia per sopravvivere.